La Festa della Repubblica: cerimonie e memoria civile ad Alessandria e provincia nel 1986
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Il 2 giugno 1946 segnò la nascita della Repubblica italiana. I cittadini furono infatti chiamati alle urne per il referendum istituzionale che avrebbe determinato la forma di Stato dopo la fine della Seconda guerra mondiale e per eleggere i membri dell’Assemblea incaricati di redigere la nuova carta costituzionale.
Con questa mostra virtuale permanente, dedicata agli ottant’anni della Repubblica, l’Archivio di Stato di Alessandria ricorda le solenni cerimonie che si tennero in città e in provincia nel 1986 per festeggiare il primo quarantennio della Repubblica, fondata nel solco dei valori di libertà e democrazia affermati dalla Resistenza.
I documenti presentati provengono in massima parte dall’archivio storico della Prefettura, l’ufficio che aveva coordinato le celebrazioni del 2 giugno nel territorio alessandrino.
Il programma nazionale delle celebrazioni del 1986
Una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri, inviata il 28 aprile 1986 ai Prefetti e ai Sindaci dei comuni capoluogo, diffuse il ricco programma di manifestazioni da realizzarsi in tutto il territorio nazionale, affiancando e completando quelle svolte nella Capitale.
Per il 2 giugno erano programmate feste in piazza in tutta Italia, con l’obiettivo di «unire simbolicamente i cittadini dei comuni grandi e piccoli in una grande festa di popolo», che fosse «soprattutto occasione di riflessione su un’Italia rinata, in quarant’anni, dalle rovine di una guerra, cresciuta, migliorata e civilmente progredita» e insieme «motivo di nuova e più vivace consapevolezza dei valori di libertà e di democrazia che fanno parte del nostro patrimonio di vita quotidiana».
Erano inoltre previsti concerti, imbandieramento ed illuminazione degli edifici pubblici, iniziative storiche e culturali – tra cui una cronaca televisiva commentata sui fatti avvenuti tra il Congresso di Bari e la nomina di Enrico De Nicola a Capo dello Stato -, la pubblicazione di un libro dossier, commemorazioni dei caduti di tutte le guerre, un concorso per la progettazione di piazze e parchi da intitolare al “2 giugno 1946”, borse di studio per tesi di laurea e manifestazioni sportive.
Non mancarono, infine, i contributi dell’Archivio Centrale dello Stato, che collaborò ad una mostra documentaria sui precedenti della questione istituzionale e alla realizzazione di una Guida documentaria delle fonti archivistiche sulla nascita della Repubblica.
Tutte le iniziative dedicate alla ricorrenza quarantennale dovevano essere accomunate dall’adozione di un logotipo tricolore recante il messaggio “1946-1986. Quarant’anni di Repubblica. L’Italia è cresciuta”, da cui furono tratti manifesti e adesivi da distribuire ai principali comuni di ciascuna provincia.
Le celebrazioni ad Alessandria
Ad Alessandria, il cuore delle celebrazioni fu Palazzo Ghilini, dove il prefetto Alessandro Pierangeli ricevette i rappresentanti del mondo imprenditoriale insieme alle massime autorità militari, politiche e religiose della provincia. In quell’occasione diede pubblica lettura del messaggio inviato dal presidente del Consiglio Bettino Craxi, per il tramite del Ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro, nel quale si tracciava un bilancio positivo dell’Italia nei primi quarant’anni repubblicani – la trasformazione da nazione agricola a potenza industriale, la maggiore unità e uguaglianza sociale, i risultati raggiunti nell’ambito della scienza e della tecnica -, ma evidenziando anche le difficoltà della pubblica amministrazione nel modernizzarsi «ai ritmi del Paese, a seguirne i profondi mutamenti, ad avvertire le nuove esigenze dei cittadini, a dare risposte pronte alla complessità della vita moderna». In tale prospettiva, risultava fondamentale il ruolo dei Prefetti nel garantire il raccordo tra lo Stato, i suoi organi periferici e la vita quotidiana dei cittadini.
Giuseppe Brusasca e la memoria della Costituente
Tra i numerosi personaggi che risposero all’invito del Prefetto a Palazzo Ghilini figurava anche il politico Giuseppe Brusasca (1900-1994). Originario di Gabiano Monferrato, laureato in giurisprudenza e in scienze economiche, fu eletto consigliere comunale per il Partito Popolare a Casale Monferrato, dove iniziò la professione di avvocato. Dopo l’8 settembre 1943 Alcide De Gasperi lo nominò membro del comitato esecutivo della Democrazia Cristiana per l’Alta Italia, affidandogli, insieme a Giovanni Gronchi ed altri esponenti democristiani, il compito di organizzare la partecipazione cattolica alla Resistenza.
Per l’impegno in favore degli ebrei perseguitati dalle leggi razziali – salvò personalmente alcune famiglie dalla deportazione -, il suo nome venne iscritto tra i Giusti delle Nazioni.
Vicepresidente del CLN Alta Italia, Brusasca fu incaricato della prima fase delle trattative per la resa di Mussolini; accolse inoltre le forze armate americane sul fiume Bormida e fu il primo presidente della Provincia di Alessandria nel dopoguerra. Alle elezioni del 2 giugno 1946 venne eletto membro dell’Assemblea costituente, avviando una brillante carriera politica che lo portò a ricoprire prestigiosi incarichi pubblici, tra cui la direzione della ricostruzione del Polesine nel 1951, attività per la quale ricevette la medaglia d’oro al merito della Sanità e della Pubblica istruzione, oltre a numerose missioni internazionali per conto dello Stato.
Notevole fu anche la sua attività in favore dell’agricoltura e delle cantine sociali come fondatore e presidente del comitato parlamentare vitivinicolo. Eletto senatore, si ritirò dalla vita politica nel 1972, dedicandosi ai problemi degli anziani e fondando nei primi anni Ottanta il “Movimento anziani”.
Brusasca rimase sempre molto legato alla provincia di Alessandria, come dichiarò orgogliosamente nel telegramma di risposta all’invito del prefetto per la ricorrenza del 2 giugno: «unico superstite deputati Alessandria Assemblea costituente» confermava il «profondo attaccamento mia provincia natale cui ebbi anche onore prima presidenza dopo Liberazione».
Le commemorazioni nel territorio provinciale
Il 2 giugno fu celebrato solennemente anche nel resto della provincia alessandrina. A Novi Ligure la giornata prevedeva, in particolare, la deposizione della Corona al monumento dei caduti in piazzale Partigiani e un intervento della medaglia d’oro della Resistenza Rino Pachetti in commemorazione del partigiano “Comandante Scrivia” Aurelio Ferrando (Novi Ligure, 1921-1985), protagonista, il 24 agosto 1944, della Battaglia di Pertuso, noto episodio della Resistenza nell’Alessandrino.
A Castelferro, frazione di Predosa, le celebrazioni si svolsero già domenica 25 maggio con un programma organizzato dal Comune, dall’ANPI e dall’Associazione combattenti, reduci e deportati, conclusosi con un intervento del Ministro del Bilancio Pier Luigi Romita, figlio dell’illustre uomo politico tortonese Giuseppe Romita, più volte ministro della Repubblica.
Le celebrazioni proseguirono anche nei mesi successivi: a luglio il Prefetto rivolse a tutti i Comuni della provincia la richiesta di esporre al pubblico, qualora reperibile, l’esemplare della Costituzione presentato nell’anno 1948 con la stessa forma osservata in quell’anno.
I festeggiamenti per il quarantennale della Repubblica rappresentarono per Alessandria e il suo territorio un importante momento di memoria civile condivisa, nel quale il ricordo della Resistenza, della Costituente e della ricostruzione democratica del Paese si intrecciò con la riflessione sull’identità nazionale e sul rapporto tra istituzioni e cittadini.
Attraverso la documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Alessandria – circolari ministeriali, programmi commemorativi, corrispondenza ufficiale, telegrammi e materiali celebrativi – è oggi possibile ricostruire non soltanto lo svolgimento delle manifestazioni del 1986, ma anche le forme attraverso cui le istituzioni locali contribuirono a trasmettere i valori fondativi della Repubblica alle generazioni successive.
A quarant’anni da quelle celebrazioni e a ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, questi documenti acquistano un ulteriore valore storico e civile: un’occasione di riflessione sul significato del 2 giugno nella storia nazionale e nella memoria del territorio alessandrino, ricordando il contributo di cittadini, amministratori, partigiani e rappresentanti delle istituzioni alla nascita della democrazia repubblicana.
Fonti:
- Archivio di Stato di Alessandria, Prefettura, serie Gabinetto, fasc. “2 giugno 1986. 40° anniversario di fondazione della Repubblica”
- Archivio di Stato di Alessandria, Ruoli matricolari, Distretto di Casale Monferrato, classe 1900, n. 18219
- P. Zoccola (a cura di), Enciclopedia alessandrina. 1: I personaggi, Alessandria, 1990.
- http://www.senato.it/leg/01/BGT/Schede/Attsen/00006606.htm
- https://storia.camera.it/deputato/giuseppe-brusasca-19000830/governi#nav
- http://www.senato.it/leg/05/BGT/Schede/Attsen/00006606.htm
Messaggio ai Prefetti da parte del Presidente del Consiglio Bettino Craxi
Celebrazioni a Novi Ligure
Copertina del volume di Aurelio Ferrando, La battaglia di Pertuso. Val Borbera, 24 agosto 1944, Recco, 2004
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